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| Macelli
e allevamenti |
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Da cosa ci viene questa
arroganza? Questa assoluta cecita' di fronte alle
sofferenze animali?
Il modo in cui trattiamo gli animali da macello
sta diventando sempre piu' brutale e insensato. Le epidemie che gia'
hanno minacciato l'uomo, cominciando da quella delle mucche, forzate a
nutrirsi di ossami e carcasse animali, quando per natura sono erbivore,
doveva costituire un avviso per noi umani che crediamo di poter
trattare gli altri esseri viventi come se fossero meno che oggetti, con
un'empieta' che si scontra con tutte le pretese di cristianita' di cui
ci vantiamo. Abbiamo assistito, appena qualche anno fa allo sterminio
di milioni di creature miti e gentili che per colpa nostra si erano
ammalate e minacciavano l'uomo con un nuovo sconosciuto virus mortale.
Non riesco a cancellare dagli occhi le immagini di tante povere vacche
trascinate per le zampe, sollevate dalle gru e gettate oscenamente in
un rogo comune, dopo essere state giustiziate brutalmente. Da cosa ci
viene questa arroganza? Questa assoluta cecita' di fronte alle
sofferenze animali? Purtroppo, non credo nemmeno che si tratti di
cattiveria, come si suol dire, ma di assoluta insensibilita', ovvero di
assoluta mancanza di immaginazione. La gente non e' crudele per istinto
(mah...NDR) ma perche' non e' capace o non e' educata a immaginare la
sofferenza altrui. In questi giorni apriamo il giornale e vediamo
milioni di galline e polli che vengono gassati, avvelenati chiusi
dentro sacchi della spazzatura e seppelliti vivi. Vi pare che tutto
questo sia degno di qualcuno che si dice fatto a somiglianza di un Dio?
Siamo noi che facciamo ammalare le povere bestie che teniamo in
cattivita'. Siamo noi che attraverso questi allevamenti intensivi,
privi di ogni riguardo per la loro anche se brevissima vita, avendoli
messi nell'impossibilita' di camminare, di beccare, di cantare, di
covare le proprie uova, li rendiamo malati, infelici, nevrotici, molli,
privi di ossatura. Poi, quando come si poteva prevedere, diventano
portatori di un nuovo micidiale virus, ci spaventiamo e li facciamo
fuori in serie. Non so se qualcuno ha visto il film della riscossa
delle galline. Ecco un caso di immaginazione e quindi di pieta'
profonda. Il regista ha immaginato cosa possa provare una gallina
rinchiusa in un pollaio moderno. E ci ha tanto indovinato che gli
spettatori nelle sale parteggiavano per le galline che volevano
sfuggire alla grande macchina che le riduceva a pezzi e poi le gettava
nelle scatole. A volte l'immaginazione va sollecitata. I nostri occhi,
accecati da tante immagini adulatorie e stupidamente seducenti, hanno
perso la capacita' di vedere al di la dello stereotipo. Pieta' l'e'
morta e' stato detto. Ma davvero dobbiamo rassegnarci a questa atona
accettazione delle leggi del mercato per cui un essere vivente,
qualsiasi sia, ha perso il diritto a un pezzetto di vita, anche infimo
ma reale? Io spero che per, non per pieta' o per comprensione,
sentimenti ormai considerati ridicoli e spregevoli, bensi per paura, la
paura di nuovi virus e pandemonie mortali, si comincino a smontare le
insensate strutture degli allevamenti intensivi, che portano
necessariamente alla mutilazione genetica e alle
malattie, che dagli animali si trasferiscono all'uomo.Anche le umili galline hanno diritto
al rispetto
Fonte: Dacia
Maraini sul "Corriere della Sera" di venerdi 6 febbraio 2004
16
febbraio 2004
I numeri delle torture 40.000.000 le galline imprigionate negli allevamenti nelle batterie 20 cm x 20 cm lo spazio a disposizione delle galline negli allevamenti (con becco tagliato per impedire che si azzuffino) 18% la percentuale di emissioni di metano nell’atmosfera derivante dagli allevamenti animali 500.000 i chili di lumache bollite vive ogni anno in Italia 25.000 le oche torturate ed uccise ogni anno per produrre il paté de fois gras destinato al mercato italiano 1.500.000 i vitelli mangiati ogni anno in Italia 600.000.000 gli animali uccisi ogni anno in Italia per l’alimentazione (esclusi i pesci) 10.000.000.000 gli animali uccisi ogni anno nel mondo per l’alimentazione Fonte Leal
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