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MACELLAZIONE
RITUALE
Che
cosa èPer macellazione rituale si intende quel particolare tipo di macellazione secondo i riti islamico ed ebraico, che richiedono, tra l'altro, l'uccisione dell'animale tramite iugulazione senza preventivo stordimento. In Italia, oggi, questa possibilità viene recepita tramite il Decreto 333/98 che detta le norme relative al trattamento degli animali prima e durante la macellazione: ci sono alcuni casi, come ad esempio appunto la macellazione rituale, in cui è concessa la possibilità di non stordire l'animale prima di ucciderlo, come invece dovrebbe avvenire a norma di legge in tutti i casi di macellazione industriale. Se da una parte la commistione di etnie e culture diverse che si sta verificando in questi anni in Italia è certamente una cosa che arricchisce sotto diversi punti di vista, non si può accettare che in nome di una diversità culturale si introducano in Italia delle pratiche tradizionali che provocano la sofferenza degli animali destinati alla macellazione. Così come per alcune pratiche tradizionali straniere, come l'infibulazione o la poligamia, che la morale e l'etica corrente ne impediscono la diffusione nel nostro paese, così deve essere per la macellazione rituale. E' bene ricordare che i diritti degli animali devono essere validi in tutti i paesi del mondo e in particolar modo il loro diritto alla non sofferenza va difeso dappertutto. Non possono esistere tradizioni, culture, religioni, riti o quant'altro che non portino al rispetto degli animali. Il problema della macellazione rituale è un problema che esiste anche in Umbria. Non sappiamo per adesso se esistono delle macellerie nella nostra regione che vendano carne macellata in questo modo, probabilmente sì; ma è già successo (ad esempio a Terni qualche tempo fa), che alcune persone si dedichino alla macellazione secondo questo rituale. Dobbiamo unire i nostri sforzi affinché questa barbara abitudine non prenda piede in Italia e venga abbandonata ovunque. A livello nazionale, il principale riferimento di questa campagna è il dottor Enrico Moriconi, medico veterinario, che per primo, già nel 1998, ha preso posizione nei confronti del Decreto 333/98. L'appello degli Animalisti Italiani Questo l'appello lanciato durante una conferenza stampa degli Animalisti Italiani, nel dicembre del 2001: SABATO 15 DICEMBRE: TERMINA IL RAMADAN. RIPRENDE IL MASSACRO DI MIGLIAIA DI ANIMALI SENZA STORDIMENTO IN TUTTA ITALIA? Non si tratta di uno scherzo: sabato 15 dicembre, giorno in cui termina l’Eid, il lungo digiuno di un mese del Ramadan, i musulmani daranno luogo anche in Italia, ancora una volta, al massacro di centinaia di migliaia di animali, che potranno essere sgozzati e dissanguati – senza previo stordimento – anche nel nostro Paese. Lo consente il Decreto Legislativo n. 333/98 (che ha recepito la direttiva 93/119/CE) che ammette la macellazione rituale, stabilendo che "lo stordimento dell’animale prima della macellazione o l’abbattimento istantaneo non si applicano alle macellazioni che avvengono secondo i riti religiosi" ed "elegge ad autorità competente per le macellazioni l’autorità religiosa". "Si tratta di una deroga gravissima ed eticamente inaccettabile nel nostro Paese" – dichiara Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani-PeTA - "poiché consente alle Comunità ebraiche ed islamiche di uccidere, anche in Italia, gli animali senza previo stordimento e con il dissanguamento completo, con una sofferenza, un dolore ed una violenza indicibili che sono espressamente vietate in Italia dalle leggi sulla macellazione e dall’art. 727 del Codice Penale". "Si tratta, in realtà, di una falsa tolleranza e di una falsa solidarietà poiché in Italia esistono diritti soggettivi inviolabili che riconosciamo, in parte, anche agli animali, a differenza di quanto avviene in altri Paesi. L’Italia non è un Stato teocratico e riconosce, a differenza della stragrande maggioranza dei paesi musulmani, i valori di laicità, tolleranza, libertà e democrazia, oltre che di rispetto anche per gli animali. C’è invece purtroppo chi, in nome del relativismo culturale, vorrebbe che ci inchinassimo di fronte a qualsiasi tradizione, anche se di sapore barbarico come la macellazione senza lo stordimento dell’animale o l’infibulazione (l’eliminazione del clitoride e delle piccole labbra e la cucitura delle grandi labbra) a cui vengono sottoposte migliaia di bambine in Somalia, Senegal, Sudan, Nigeria, Sierra Leone. Sono pratiche che violano il diritto fondamentale all’integrità fisica di uomini e animali e che, insieme, dobbiamo poter sradicare in Italia come nei Paesi di origine, anziché accettare passivamente e acriticamente.". "Chiediamo" – conclude il Presidente degli Animalisti Italiani, Walter Caporale – "a tutte le forze politiche di impegnarsi per la rapida approvazione di una legge che abolisca questo inaccettabile privilegio, già vietato da Germania, Austria, Svezia e Svizzera".
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